Lacrime, 2023.
Installazione ambientale.
Stampe fotografiche c-print, istantanee, graffette, colla, fili di poliestere, aghi, acrilici, borchie, fili di ferro, dimensioni ambientali.
Collezione Molineddu "Parco delle Arti".
"...Loi fa oscillare attorno a un albero strisce fotografiche dai soggetti diversi. Utilizzando il primo “regalo da grande” (una macchina digitale che inaugura così l’ingresso al mondo della fotografia), l’artista colleziona, a partire dall’adolescenza, un archivio di ricordi emotivamente variegati. Gli scatti sono uniti da filo e graffette e l’operazione dall’apparenza naïf ci appare nel suo sfacciato realismo: le immagini impresse raffreddano attimi che hanno generato lacrime, la cui origine (gioia o dolore) trova risposta solo nella connessione empatica tra soggetto umano e quello arboreo. L’ ineluttabile ossidazione a cui l’installazione va incontro non arreca danno al processo, ma lo arricchisce di carnalità e materia: borchie, fili, tagli, si fondono in una dimensione di corpo “vissuto”, di memorie stratificate e nostalgiche, quali cicatrici prive di distinzione netta tra felicità e sofferenza..."
Elena Calaresu
làcrima (o làgrima) s. f. [lat. lacrĭma, cfr. gr. δάκρυμα]. – 1. a. Stilla di umore, secreto da apposite ghiandole dell’occhio (ghiandole lacrimali), che fuoriesce dalla rima palpebrale in determinate condizioni (pianto; stati infiammatori della congiuntiva o delle vie lacrimali, ecc.). In partic., spec. al plurale, quelle che sgorgano più abbondanti per viva commozione, per dolore fisico o morale, o anche nel moto convulso del ridere: lacrime di dolore, di gioia, di pentimento, di pietà, di tenerezza; l. sincere, finte; una l. furtiva; avere le l. agli occhi; gli spuntò una l.; gli occhi mi si riempirono di lacrime; qualche l. gli scende lungo il viso, lava la guancia un po’ sporca e si sporca, finisce in bocca con un sapore salato (Claudio Magris); gli vennero le l. dal gran ridere.
Considerata la sua essenza simbolica, la lacrimazione non rappresenta esclusivamente l'espressione di un'emozione negativa: essa racchiude una sfumatura emotiva ben più ampia, capace di raccontare tanto il dolore quanto la gioia più profonda. Le lacrime scandiscono i momenti salienti della nostra vita, fissandoli nella memoria come istantanee dell’anima. Diventano così parte integrante del nostro vissuto: fluido organico che ci accomuna nella nostra diversità e nella percezione più intima dell’esistenza.
Il progetto artistico Lacrime si configura come un’esplorazione liminale tra memorie e identità personale, tracciando ponti di connessione attraverso la fluidità delle lacrime: liquido vivente, archivio emotivo, veicolo di ricordi. Esse diventano strumenti di contaminazione tra il “noi” ed il resto del mondo: frammenti visivi di un'esperienza universale.
L’installazione invita il visitatore a entrare in contatto con vite sconosciute, aprendo spazi di riflessione in cui riscoprire sé stessi, le proprie radici e la comune appartenenza a qualcosa di più grande.